avvmariaTempo di Avvento, tempo di attesa, di speranza? o anche di incontro e di presenza di Dio? Quanto aspettare ancora per abbracciare Dio?

Francesco d’Assisi, con sconvolgente realismo, ci prende per mano e ci ricorda che "ogni giorno Egli viene a noi in apparenza umile". E’ questa la luce fondamentale che il vero credente deve nutrire dentro di sé, gelosamente. La venuta di Dio tra noi avviene "ogni giorno". Non un evento di duemila anni fa, o qualcosa che accadrà in un futuro distante, bensì un "giorno" che ci precede, che è attuale e che non ha fine! Ci ricorda semplicemente: tutta la vita è un avvento poiché "noi viviamo, ci muoviamo e siamo" (Paolo) nella perenne attualità dell’amore di Dio che ci interpella. I nostri i giorni sono collocati "nella" immutabile eternità d’amore che é Dio! Dio, che ci precede e ci abita da sempre, da sempre viene e verrà!

Francesco ci ricorda che non è necessario guardare a Betlemme o recarsi alla grotta, per restare abbagliati dalla Sua "apparenza umile" o per accoglierlo tra le braccia come Bambino a noi affidato. "Sopra l’altare, ogni giorno egli si umilia nelle mani del sacerdote": il luogo quotidiano dell’ Incarnazione è l’altare, la povera culla sono le mani del sacerdote, e la presenza feconda della Madre Vergine, nel mistero dell’Avvento e del Natale di Dio continua nel tempo nel ministero di un uomo consacrato, incredibilmente fragile e peccatore.

Il tempo liturgico dell’Avvento rischia di rimanere un’astrazione inutile se dimentichiamo che l’unico Avvento reale, fisico, sacramentale di Dio tra gli uomini, fino alla fine dei tempi, é quello legato esclusivamente alla persona consacrata dei sacerdoti, mediatori della divina presenza nel mondo. Quantunque peccatori, di loro Francesco afferma con grande forza: "in essi io vedo il Figlio di Dio!". (S. Francesco, Lettera ai chierici)