cristo-sacerdoteCon la consacrazione presbiterale ricevuta dal Vescovo, il sacerdote diviene una singolare persona "nuova". Pur rimanendo il povero uomo che è, tuttavia nelle profondità della sua essenza umana e nella totalità della sua persona il sacerdote ha ricevuto una nuova identità e potenza. Reso, per grazia, immagine e presenza di Cristo salvatore nel mondo, quel debole uomo, insidiato dal male da ogni parte dentro e fuori di sé, è da Dio abilitato a pensare, parlare, agire "in persona di Cristo", tanto che può affermare, oggettivamente "non sono più io che vivo ma è Cristo che vive e opera in me!". Per quel povero uomo è l’esperienza sconcertante eppure reale della propria cristificazione, per il bene di molti. E’ il miracolo straordinario della Incarnazione che si perpetua nei secoli. "In essi vedo il Figlio di Dio!", esclamava san Francesco.

Nel sacerdote, accade spesso che quella consacrazione e appartenenza al mondo dello Spirito subisca violenza quando i sacerdoti, vasi di creta, rimangono di creta e di fango. Scelti dal Signore come vasi di elezione e luce del mondo, non hanno desiderato né favorito né invocato la metànoia, la trasformazione radicale e definitiva dei figli di Dio. Non hanno ancora attuato il distacco dalla vita ordinaria, quella secondo la materia e il tempo, e non hanno così lasciato spazio allo sviluppo della nuova Vita, donata per grazia, esponendola al rischio dell’estinzione. Non si sono ancora incamminati nella "nuova" direzione!

Vuoto di metànoia. L’esperienza insegna che è questo lo scandalo fondamentale nel mondo presbiterale. Questa, l’origine responsabile di tanti mali.

 

emmausDopo la morte di Gesù, inchiodato sul patibolo tra due delinquenti, i discepoli avevano perso ogni fiducia e speranza. Due di loro, abbandonata Gerusalemme, si diedero alla fuga verso un villaggio di nome Emmaus. Quel loro cammino di delusione e di paura, metafora della vita umana, riservava una sorpresa. Inaspettatamente uno sconosciuto pellegrino  si unì a loro e cominciò a parlare con crescente passione della morte di "quell’uomo giustiziato di cui tutti parlavano". Nel cuore di quei fuggitivi si riaccese la nostalgia di lui, il crocifisso loro amico che era morto pregando. E poi la fede, la commozione, l’amore, e addirittura spiragli di gioia cominciavano "ad ardere nel loro cuore"! Ma chi era quel pellegrino che parlava così, tanto da sembrare l’amore vivente?

Quanti momenti di dubbio, di sconforto, di paura, di disorientamento nel cammino della nostra vita! Quanti tentativi  di evasione tra le illusioni, in fuga davanti all’evidenza della morte ! Nel mistero luminoso della Pasqua quello stesso Amore pellegrino si fa vivo e vicino ad ognuno di noi, è il nostro fratello Gesù che ci dice semplicemente così: "Sono risorto e sono per sempre con te !". Nel dolore, nella solitudine, nell’angoscia del vivere, quando ti senti abbandonato da Dio, Lui è sempre e comunque dentro te, vita della tua stessa vita, amore fedele che aspetta il tuo amore, lui che solo può realizzare in te la pace.

Pasqua è questo abbraccio di Dio risorto e vivo dentro di te, vivo dentro la tua storia con il suo eterno Spirito. Pasqua è già comunione con Dio nella vita eterna!

Buona Pasqua ! Alleluia!