San-Giuseppe

«Tu non sei mai stato un vero sacerdote. Penso proprio ti convenga tornare alla vita di laico». «Smetti di torturarti inutilmente. Cosa aspetti ad andartene?». «Sposati. Qualche soldo te lo daremo».

Queste sentenze senza appello risuonano ancora sovente nei nostri ambienti. Frutto quasi sempre di superficialità imperdonabile, sono parole prive di amore e abitualmente uccidono nell’intimo la persona consacrata. Si abbattono come un colpo di grazia sul corpo e sull’anima di un uomo già in gravi difficoltà. Salvo qualche eccezione, sono l'inizio della sua fine.

«Il Padre invece non giudica nessuno» (Gv 5,22), non condanna nessuno a morte. Il Dio della vita non pronuncia sentenze definitive perché non abbandona mai il peccatore, anche se è un sacerdote. Come per ogni uomo, anche per i sacerdoti l'amore del Padre è sempre pronto a compiere prodigi, purché trovi l'aiuto della fede semplice e tenace e l’aiuto dell’amore dei fratelli.

La sovrana benignità del Padre trascende le valutazioni umane, non soffre mai i limiti del tempo, è grande più dell'universo.

 

elgrecoCarissimi,

sono don G.. Non so se vi ricordate di me, spero di si. Vi ho mandato anche un  piccolo biglietto per dirvi grazie  per quello che lodevolmente svolgete a servizio dei sacerdoti. E’ qualcosa che sinceramente sento forte nel mio cuore, anche io ho vissuto un momento difficile e voi ne siete a conoscenza.

Vi scrivo in questa Pasqua per dirvi che ora sto non bene, ma benissimo, grazie a un percorso di guarigione che è cominciato in me, un processo che se riesco a vivere bene, potrò anche io aiutare altri ad uscire dal mio stesso "dramma". Credo e spero nel Signore risorto, Dio della vita, perché lo ho incontrato.
Potrei avere notizie sul vostro carisma, su come potrei essere di aiuto ai sacerdoti in difficoltà, su come potrei aiutarvi in questo sevizio? Già lo faccio con  la preghiera. Potrei anche telefonicamente essere di supporto a qualcuno? … Vi ringrazio e vi auguro ogni bene, nella luce della Risurrezione.

Gesù mi ha preso per mano e mi ha fatto sperimentare la grandezza del Suo amore, oggi anche se lacerato e con tante sofferenze voglio vivere il mio sacerdozio diventando offerta viva per Dio e per i miei fratelli. Grazie per il vostro sostegno.

Dio ci benedicaDon G.