cristo«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gio 15,13)

Con il permesso della mia Priora ti presento l'ispirazione che mi è venuta, e credo fermamente che mi sia stata suggerita dallo Spirito Santo durante la preghiera. Non sono altro che una piccola e povera fidanzata di Gesù; soltanto il prossimo anno farò la professione solenne dei miei voti se Dio mi custodirà in vita e in fedeltà di cuore. Vorrei proprio tanto che tu mi confidassi il nome di battesimo di un sacerdote seguito e io mi propongo di offrire tutto l'impegno e tutte le mie preghiere per questo fratello in questo mio periodo di preparazione e nella futura vita di consacrazione totale. Vorrei con amore aiutarlo a guarire e a trovare la serenità.

Per discrezione ti chiedo solo il nome di battesimo, il nome della sua consacrazione originale. Vorrei conoscerlo per poterne parlare con Gesù; desidero che Lui lo riconosca. Vorrei somigliare, e mi basterebbe anche molto in piccolo, alla giovane santa Teresa di Lisieux che aveva preso a suo carico un "condannato a morte" e che si immolava per un "missionario scoraggiato".

Quanto a me, vorrei avere il cuore tanto grande e l'anima così generosa da poter abbracciare nella Eucarestia non soltanto quel fratello che ti chiedo in dono ma tutti i sacerdoti che sono in difficoltà.

La tua piccola sorella B.

 

madre20di20DioUn anno è tramontato, un nuovo anno è iniziato, lo scorrere del tempo ci sembra tanto ovvio che nemmeno ci facciamo più caso. Eppure, almeno a Capodanno, si impone una riflessione seria. Nel cenone di san Silvestro molti cercano di brindare con champagne al fatto di essere ancora vivi, e i calici alzati per auguri alquanto illusori in una festa un poco amara pare cerchino di esorcizzare una evidenza: un altro anno ci rimane alle spalle e il tempo futuro è sicuramente diminuito. Che fare allora per fermare questo benedetto tempo che fugge?

La giovane donna di Nazareth, Maria, che ha appena partorito un Figlio ricevuto da Dio stesso, ci indica il modo, con semplicità disarmante. E’ necessario collocare sempre il mistero del nostro fuggevole tempo al di dentro della sua reale dimensione, al di dentro del suo connaturale contenitore: la eternità di Dio, la perenne attualità dell’Amore assoluto, il mistero vivente di Amore "nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo". Solo questo atteggiamento di umiltà e di gratitudine fattiva può veramente arrestare la fuga dei giorni e delle ore e rendere ogni minuto un attimo di eternità.

Vivere nei giorni degli uomini non è la stessa cosa che vivere nel giorno perenne di Dio! La creatura, mente e cuore e opere, si colloca in contatto con il Creatore e tutto il vivere, da temporale e transitorio e mortale, diviene per sua grazia vitalità eterna, cioè attuale in Dio e feconda, sempre più liberata dalle catene del tempo.

L’anno nuovo che il Signore ci fa iniziare può essere per tutti noi un anno di vita vera! Ma la vita della persona umana è una "caricatura" di vita se non è "vita nello Spirito", vita della creatura immersa sempre più nel Creatore. Come in Maria di Nazareth che, allenatasi in questo impegno con coerenza e sacrificio immane, è divenuta pienamente immersa nella perenne attualità di Amore di Dio. E come tale è madre di ciascuno di noi !