05 Nascita di GesuPer molti sacerdoti in difficoltà interiori è veramente Natale quando sentono affiorare dentro di sé il dono assolutamente gratuito della conversione della mente e della volontà. Specialmente quando si tratta di crisi di amore umano, o meglio diremmo di dipendenza psico affettiva, di gracilità e di infedeltà, di vuoto di preghiera, il miracolo di Gesù che prende corpo e nasce e illumina e trasforma la persona che camminava nelle tenebre, finalmente accade. Una vita nuova, un’anima nuova, una creatura nuova !

Accade sovente che al di dentro delle loro storie, di miseria umana e di grazia divina, rimanga coinvolta una donna. Proprio questa creatura, anche dopo aver vagato e naufragato dentro al groviglio delle debolezze e delle illusioni, misteriosamente viene afferrata da Cristo e diviene protagonista responsabile e specchio di verità di fronte al sacerdote. Con parole e decisioni irrevocabili, ricorda a quell’uomo il richiamo a una più generosa risposta di vita, nel ritorno alla castità promessa e alla totale appartenenza al Signore. Accade, e non di rado, che "dove abbondò il peccato sovrabbondi la grazia" (Rm 5,20) e coloro che amavano la dolcezza amara e i miraggi di una vita secondo la carne sperimentino la liberazione dal male e decidano di scegliere, finalmente, nella confessione e nella preghiera, l’avventura luminosa della vita secondo lo Spirito.

Come i pastori infreddoliti, risvegliati inaspettatamente dai cori degli angeli, anche noi, se ci mettiamo in cammino "fino a Betlemme" cioè se crediamo semplicemente che nulla è impossibile a Dio, se pur dormienti nel buio della poca fede e dei preconcetti, rimarremo stupiti per quanto e per come Dio Salvatore nostro sa "incarnarsi" attraverso la fecondità di una Madre sempre Vergine oppure attraverso il fango delle creature che, pur nel peccato, egli sempre ama e "per sua sola grazia" trasforma! A noi il compito di credere e di implorare questo perenne Buon Natale !

avvmariaTempo di Avvento, tempo di attesa, di speranza? o anche di incontro e di presenza di Dio? Quanto aspettare ancora per abbracciare Dio?

Francesco d’Assisi, con sconvolgente realismo, ci prende per mano e ci ricorda che "ogni giorno Egli viene a noi in apparenza umile". E’ questa la luce fondamentale che il vero credente deve nutrire dentro di sé, gelosamente. La venuta di Dio tra noi avviene "ogni giorno". Non un evento di duemila anni fa, o qualcosa che accadrà in un futuro distante, bensì un "giorno" che ci precede, che è attuale e che non ha fine! Ci ricorda semplicemente: tutta la vita è un avvento poiché "noi viviamo, ci muoviamo e siamo" (Paolo) nella perenne attualità dell’amore di Dio che ci interpella. I nostri i giorni sono collocati "nella" immutabile eternità d’amore che é Dio! Dio, che ci precede e ci abita da sempre, da sempre viene e verrà!

Francesco ci ricorda che non è necessario guardare a Betlemme o recarsi alla grotta, per restare abbagliati dalla Sua "apparenza umile" o per accoglierlo tra le braccia come Bambino a noi affidato. "Sopra l’altare, ogni giorno egli si umilia nelle mani del sacerdote": il luogo quotidiano dell’ Incarnazione è l’altare, la povera culla sono le mani del sacerdote, e la presenza feconda della Madre Vergine, nel mistero dell’Avvento e del Natale di Dio continua nel tempo nel ministero di un uomo consacrato, incredibilmente fragile e peccatore.

Il tempo liturgico dell’Avvento rischia di rimanere un’astrazione inutile se dimentichiamo che l’unico Avvento reale, fisico, sacramentale di Dio tra gli uomini, fino alla fine dei tempi, é quello legato esclusivamente alla persona consacrata dei sacerdoti, mediatori della divina presenza nel mondo. Quantunque peccatori, di loro Francesco afferma con grande forza: "in essi io vedo il Figlio di Dio!". (S. Francesco, Lettera ai chierici)