E' bello avere la Trinità dentro di noi, essere realmente abitati da Dio e continuamente santificati da Lui. Il nostro sforzo conta, ma poco. Conta in quanto ci lasciamo penetrare dalla sua Grazia.
Il Padre, un vero Mistero! Ma quanto affascinante e reale!

Permettimi di condividere con te qualche riflessione.
Sono sicuro che se anche ci sforzassimo al massimo, la nostra mente, neppure in cielo, riuscirebbe a comprendere il Padre.
Siamo tanto piccoli. Il Padre si può solo abbracciare amando e non  pensando. Penso che troppe volte abbiamo fatto violenza su noi stessi, abbiamo usato oltre misura la nostra volontà per diventare migliori, per cambiare il cuore, ci siamo sforzati troppo e spesso con poco risultato, e forse è aumentato in noi l’orgoglio.
Penso che, piuttosto che forzare la volontà, si debba tenere viva la fede, si! La fede che ci fa riconoscere di essere amati dal Padre! Questa è la vera forza! Credere nell'amore del Padre, essere convinti che Abba ci ama senza limiti, che ha dato il proprio Figlio per noi e con Lui anche il suo cuore. Sì, Dio si è fatto povero! Ci ha dato tutto!

Ricordo tante Quaresime vissute con lo sforzo della mia volontà (poco efficaci, nell'inconscio pensavo di potercela fare da solo). Quanto era meglio immergere la fede nell'amore del Padre.
Sì! Quando un ragazzo ubriacone s’innamora, riesce a lasciare l'alcool con più facilità, mentre prima pur essendosi sforzato per anni, non ha ottenuto grandi risultati.
Anche il figlio prodigo ... quando si converte? Sicuramente non quando decide di tornare dal Padre. Semplicemente vuol tornare per avere da sopravvivere, perché capisce che senza il Padre c’è solo la morte. Ma quando vede suo Padre da lontano, quando vede il Padre commosso che corre verso di lui con le braccia aperte e il cuore spalancato ... ecco quello è il momento della sua conversione. E' l’amore del Padre che converte, non tanto il nostro sforzo interessato alla ricerca del necessario (che noi chiamiamo con-versione).
Gesù è l'unico che ha conosciuto il Padre e solo Lui ci può raccontare come Egli è. Il Padre che guarda da lontano, ci cerca, corre e non riesce ad aspettare, si commuove e ci abbraccia, anche se siamo sporchi e odoriamo di maiali. E' il suo abbraccio che ci rende puri. Senza incontrare l'amore del Padre non esiste conversione.
Nella nostra conversione è Dio che si impegna più di noi e anche se siamo venuti per interesse, il Padre prima ci colma il cuore. Solo così, quando ci sentiamo amati, possiamo dare il meglio di noi stessi.

Anche il vangelo dell'adultera ... a riguardo si potrebbero dire tante cose. Ma anche qui si vede la povera donna salvata da Gesù, più che dalla morte fisica, dalla morte eterna.
C'è chi dice che la donna adultera è stata difesa da Gesù perché Egli ha visto in lei un cuore pentito, ma questa è una stupida riflessione.
Dicendo così, si potrebbero giustificare coloro che l’hanno lapidata perché non conoscevano i sentimenti del suo cuore. Non è così! La donna adultera, era troppo spaventata, troppo scioccata, piena di vergogna e schiacciata dall'odio, per potersi ravvedere in quel momento. Al massimo poteva pentirsi di essersi lasciata scoprire durante l’adulterio. Ma questo pentimento è un pentimento in vista della salvezza della propria pelle.
Non ancora era pentita, ma quando vide lo sguardo così puro dell’amore di Gesù, forse l'unico sguardo senza lussuria ricevuto da un uomo ... quando sentì la voce di Gesù che le ridonava la dignità perduta: "DONNA, nessuno ti ha condannata? Neanche io ti condanno ... ". Ecco il momento dove avviene il miracolo della conversione, ecco la forza che ci cambia! Se non ci fosse il Suo amore, continueremmo a cercare qualcosa per riempire la pancia, per salvare la propria pelle, chiamando tutto questo: conversione. Se Dio non ci converte ... i nostri sforzi sono ridicoli.
Lasciamo che l’Amore ci cambi.