L'uomo di oggi non riesce a vedere la volontà di Dio in tutto quello che accade nella vita di ogni giorno. Non crede più che la divina Provvidenza sostiene coloro che amano Dio (Rm 8,28).

Sicuramente le guerre, gli aborti, i divorzi, le ingiustizie … non sono voluti da Dio. Non è questa la sua volontà! Ma se nel mondo ci sono uomini di cattiva volontà, Dio permette anche a loro di inserirsi nel suo progetto.
Noi dobbiamo distinguere l’azione cattiva compiuta dall’uomo, dalle conseguenze di quella azione. Dio vuole che nel mondo regni amore e felicità. Egli non vuole la sofferenza, anche se ne tiene conto e la permette per la crescita umana.

Guardiamo, ad esempio, al Golgota:
Il Padre non desidera la morte di Gesù, ma permette l’odio degli uomini.
Vuole che Gesù accetti volontariamente la morte.
Gesù non dice: ‘Questa non è la volontà del Padre’, ma al contrario l’accetta.
Tutti dobbiamo bere al calice della sofferenza, ma è così difficile riconoscere che questo calice provenga dal Padre. Il più delle volte il calice è causato dagli uomini. Ma è sempre il Padre, che permette questo calice amaro. Così era anche con Gesù.
Niente accade senza la volontà dell’Onnipotente. Quando Dio permette che le cose accadano, questo fa parte della sua volontà (S. Agostino).
Ma come può Dio non intervenire, permettere che le cose negative accadano? Come Auschwitz, la fame nel mondo, gli aborti, le torture, la strage degli innocenti a Betlemme …  e tutte le loro conseguenze?!

Per ora guardiamo al Golgota, un modello che ci fa vedere due cose:
Prima: la sofferenza e anche la morte non contraddicono l’amore del Padre.
Seconda: la sofferenza non è inutile ma nelle mani del Padre diventa forza redentrice.

Dio, il vero Maestro e solo Lui, non è venuto a spiegarci la sofferenza, ma l’ha presa su di sé! Così da renderla meritevole. Per noi che siamo circondati dal male è difficile comprendere.
Dio ha un suo grande progetto e anche se permette il peccato, la disobbedienza (Rm 11,32), lo fa in vista della Sua misericordia.
Per esempio: per S. Paolo, il peccato - la più grande tragedia dell’uomo - diventa la causa della rivelazione dell’amore di Dio.
S. Agostino dice che: Il male e la cattiveria dell’uomo sicuramente vanno contro il volere di Dio, però, la Sua sapienza e forza sono così potenti che, anche se sembra che tutto operi contro la sua volontà, in realtà tende verso il buon risultato o ultimo fine, che Lui (Dio) da prima ha previsto (De civitatae Dei, 22, 2,1).
Egli conosce da sempre il cuore dell’uomo e la sua capacità di operare contrariamente alla volontà divina. Ma ciò non gli impedisce di inserire tutto nel suo progetto di salvezza. Non c’è bisogno di distinguere se le cose sono permesse o volute da Dio, qualsiasi cosa Egli prenda nelle sue mani, la trasforma in cosa buona. S. Agostino scrive: (Opus imperf. Contra Julianum, Lib. 5, n° 60) – "Dio è talmente buono che non avrebbe mai permesso l’esistenza del male, se non fosse in grado, grazie alla sua infinita bontà, di sfruttarlo".
"Niente accade per caso … tutto quello che accade anche contro la nostra volontà, può derivare dalla volontà di Dio, dalla Sua Provvidenza, dall’ordine che Lui (Autore) ha stabilito, dal suo permesso e dalle leggi che Lui ha messo in funzione" (Enarrasiones in Ps 118,v 12).
Io posso ribellarmi di fronte al male o avere uno sguardo di fede e dire come Giobbe (1,21) : "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!". 
Padre Jean Pierre de Caussade SJ, (Letters Spirituelles II) a suor Marie-Henriette de Bousmard scrive: "Stai tutta tranquilla, perché niente accade o nel mondo o dentro dell’uomo, senza volere o permesso di Dio. Bisogna accettare le cose permesse da Dio nello stesso modo come se fosse la Sua diretta volontà".

Chi cerca di vivere secondo la volontà di Dio, accoglie tutto ciò che il Signore gli manda, sia la malattia che la salute, come un bene per sé. A Dio non importa se l’oggetto è buono o scarso, Lui sa trasformare tutto in bene.
Dio è un grande maestro anche se noi non sempre ce ne accorgiamo. Un giorno lo capiremo, e le nostre critiche e le nostre ribellioni si trasformeranno in una lode senza fine.    
Tanti uomini di fede accettando e approfittando delle prove della vita, accogliendole come volute o permesse da Dio, sono diventati santi. Tutto serve.
Dio in ogni momento crea la storia, dirige gli avvenimenti … .
La fede ci aiuta a vedere l’invisibile.
La fede non deve guardare oltre le nuvole per trovare Dio, ma deve accorgersi di Dio, della sua presenza, nei quotidiani avvenimenti. Deve cogliere il senso delle cose che avranno valore per l’eternità.
Non sono le teorie che abbiamo in testa che cambiano la nostra vita, ma gli eventi concreti della giornata, tutto ciò che accade.
La lingua ebraica usa la stessa parola (dabar) per dire "la parola" e parlare di un "evento".
Dio parla attraverso gli eventi, attraverso le cose che accadono. Quando, per esempio, Dio ha parlato attraverso il Suo Figlio, è accaduto il più grande evento della storia: L’incarnazione! Ogni cosa che accade, ogni evento è parola che Dio indirizza a noi. Lui è presente in ogni circostanza. La fede ci può aiutare a vedere la permanente presenza di Dio che continua a creare. Tocca a noi accettare, accogliere e dire il nostro "si" al Padre.
Non è facile vivere così, sarebbe più facile se Dio facesse le cose direttamente, senza servirsi degli uomini, della natura, sarebbe più facile accettare le grandi cose fatte direttamente da Lui. Ma Dio, nella sua umiltà, vuole nascondersi come un regista che non appare sullo schermo.
Ci vuole grande fede che ci aiuti a vedere la presenza di Dio in ogni momento e in ogni persona che ci si presenta davanti anche quando vorremmo pregare, lavorare, leggere … . Dio ci parla anche fuori dal tempo dedicato alla preghiera. Ma il tempo della preghiera ci aiuta ad accorgerci della sua presenza lungo la giornata. 
E' importante sapere che Dio continua ad essere presente e continua a creare, a girare il suo film. L’importante è "presentire" in ogni momento la presenza del Padre per poter accorgersi di Lui. 
Qualche volta può sembrare un paradosso, ma è stato così anche per Gesù: la sua missione era salvare gli uomini. I suoi avversari accaniti Lo ostacolarono, Lo odiarono, Lo misero in croce non sapendo che proprio così Gesù realizzava la salvezza degli uomini, compresa la salvezza dei suoi carnefici.
Quando ti sposi, entri in convento … troverai mille modi per diventare santo, senza doverli cercare, avrai le possibilità di santificarti.
Pensiamo ad uno scultore che batte forte e senza pietà il marmo. Lui sa perché lo fa, conosce la sua missione.

LA VERA VITA SPIRITUALE COMINCIA SOLO QUANDO SIAMO PRONTI A MORIRE.
Non c’è miglior modo di morire se non quello di lasciar fare a Dio, permettere a Lui in ogni momento della vita di fare come Lui vuole. Ed accogliere tutto. 
E’ difficile credere che Dio può approfittare anche della nostra miseria interiore.
Anche il concime può essere utile per far crescere bellissime rose, rendere più fecondi i campi … .
Potremo cadere negli stessi peccati senza uscirne per tutta la vita! Doniamo a Dio, con umiltà e con tanta fiducia, questo concime morale.
Anche il nostro passato, la nostra storia, i momenti difficili, le nostre ferite, le mancanze di amore e anche i peccati, li possiamo mettere nelle mani di Dio.
Lo Spirito Santo può agire nel passato ... e bruciare tutto nel fuoco del suo Amore!