Teresa e i sacerdoti
P. Louis Menvielle - Gallipoli - 15 gennaio 2010

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Durante il Processo Apostolico di Sr. Teresa di Gesù Bambino, un testimone ha riferito che, per Papa Benedetto XV, la missione di Teresa è quella di « insegnare ai sacerdoti ad amare Gesù Cristo ». Anche il quarto testimone ex officio dello stesso processo, il Gesuita Anatole Flamérion conferma ciò: « in quanto direttore di esercizi spirituali sacerdotali, posso testimoniare l’influsso che gli esempi, l’insegnamento e la protezione di Sr. Teresa esercitano sulla vita spirituale di non pochi sacerdoti ». Infatti, sono numerosi i Cardinali, i Vescovi e i sacerdoti che si sono nutriti e si nutrono ancor oggi dell’insegnamento di Teresa, in modo personale o nell’ambito di un Istituto di vita consacrata oppure di un movimento ecclesiale.

I rapporti tra Teresa e i sacerdoti sono ben noti. A casa, da bambina, impara a guardarli con gli occhi della fede. Si rammenta che, prima di fare la sua prima confessione, aveva chiesto a Paolina « se bisognava dire a don Ducellier che [l’amava] con tutto il cuore, visto che era al Buon Dio che [ella parlava] nella sua persona ... ».

In occasione del pellegrinaggio a Roma, durato un mese, Teresa ha vissuto accanto a 175 chierici e ha scoperto che non sempre i sacerdoti erano « puri come il cristallo ». Senza perdere niente della sua visione soprannaturale sul sacerdozio che conferisce loro la « sublime dignità » di essere i rappresentanti di Gesù, Teresa scoprì che rimangono tuttavia uomini « deboli e fragili ». Ne resterà addolorata per tutta la vita. E’ felice per l’ardore apostolico di Padre Roulland, ma triste nel constatare che alcuni sacerdoti risultano tiepidi o mancano di delicatezza nei riguardi dell’Eucaristia.

E’ quindi per loro che entra nel Carmelo, decisa di consacrare la vita alla preghiera e al sacrificio per essere « l’apostola degli apostoli ». Affermava la necessità che il sale conservasse il sapore perché la conversione dei peccatori dipende in parte dalla santità dei sacerdoti. Celina testimoniò che ciò era « l’aspetto che l’affascinava di più ». Teresa spiegava di « fare il commercio all’ingrosso, poiché attraverso la testa raggiungeva le membra ». Si capisce quindi la sua gioia quando le furono affidati due seminaristi, Maurice Bellière e Adolphe Roulland. Accompagnò Bellière nel cammino verso il sacerdozio; ordinato sacerdote un mese dopo il primo contatto con il Carmelo, Roulland invece beneficiò del sostegno di Teresa nel suo apostolato missionario.

La preghiera di Teresa per i sacerdoti perciò fu intensa mentre era al Carmelo. Non ha neppure dimenticato i sacerdoti diocesani: « Poiché 'lo zelo di una carmelitana deve incendiare il mondo', spero con la grazia del Buon Dio di essere utile a più di due missionari e non potrei dimenticare di pregare per tutti, senza lasciar da parte i semplici sacerdoti, la cui missione talvolta è difficile da compiere quanto quella degli apostoli che predicano agli infedeli ». Ella sperava d’accompagnarli dal Cielo per essere il loro sostegno.

L’influsso di Teresa però non si limita alla preghiera. Insegna loro la sua Piccola Via, come si legge chiaramente nel carteggio con Bellière:  « A quel soldato, che ha l’aria così decisiva, ~ indico la via dell’amore e della fiducia ». Nel luglio del 1897, gli scrive senza tante storie: « Le è vietato andare in Cielo per una via diversa da quella della sua povera piccola sorella ».