Signore, dammi un prete buono, ma non perfetto, altrimenti non potrebbe capire le mie debolezze; un prete che sia casto, ma non abbia paura di amare e non sia privo di tentazioni, altrimenti non sopporterebbe le mie sconfitte.

Signore, dammi un prete mite, ma che talvolta sappia anche indignarsi, come faceva Gesù; un prete disinteressato, ma che non sia così sprovveduto da lasciar andare in rosso il bilancio della parrocchia.

Signore, io non so che cosa voglia dire la gente quando parla di prete moderno. Io ti chiedo solo un prete che sappia farci innamorare dei tuo Vangelo, un prete che, quando predica, sappia scuoterci senza urlare troppo, senza scoraggiarci; un prete che non faccia silenzio su nessuna parte degli insegnamenti di Gesù per piacere al mondo; un prete che abbia il sistema nervoso a posto, dal momento che il nostro è così fragile e frustrato.

Signore, dammi un prete che, come Gesù sia amico dei poveri, ma che abbia anche compassione dei pericoli che corrono i ricchi; un prete che sappia stare con i giovani, ma senza smanie giovanilistiche e sappia stare vicino anche alla solitudine degli anziani.

Signore, dammi un prete colto, ma che sappia non far pesare la sua cultura sui semplici; un prete che ci faccia toccare il cielo, ma che abbia, nello stesso tempo, i piedi ben fissi sulla terra, perché deve fare da guida a degli uomini e non a degli angeli.

Signore, dona al mio prete una fede robusta, ma donagli anche la capacità di comprendere che, se per alcuni la fede è gioia, per molti altri è fatica: un cammino esaltante e tormentoso insieme, il cui traguardo è affidato al suo mistero.

Signore, dammi dei sentimenti di comprensione e compassione per il mio prete, per le sue responsabilità, per le sue fragilità. Che non dimentichi mai che anche lui è un uomo, pur avendo la gioia e il tormento di amministrare cose più grandi di lui.

Signore, io voglio bene al mio parroco e la prima volta che lo incontrerò per strada gli regalerò un sorriso, perché un prete ha bisogno anche di questo.