gloria4Pur avendo la Beata Vergine Maria il suo specifico momento di «gloria» e di celebrazione nel tempo dell'Avvento, questa solennità ci ricorda una particolare grazia di Maria e ci offre l'occasione per una riflessione ulteriore sul significato e sul servizio di Maria nella Storia della Salvezza e nella Chiesa. Maria fu preservata «fin dal primo istante da ogni macchia di peccato». In lei già operava «la morte redentrice di Cristo». Non fu suo merito, ma un dono gratuito di Dio, una grazia: «grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente». Il suo sì, adesione totale del suo essere a Dio, la rende Madre di Cristo e «corredentrice» per la nostra salvezza. In lei già appare e «trova inizio la chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga». Per questo la Vergine è costituita «modello di santità per tutti i credenti». Maria è stimolo a diventare anche noi, con il suo aiuto, «santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità».

Dalla liturgia
Tu hai preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio. In lei hai segnato l’inizio della chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza. Da lei, vergine purissima, doveva nascere il Figlio, agnello innocente che toglie le nostre colpe; e tu sopra ogni altra creatura la predestinavi per il tuo popolo avvocata di grazia e modello di santità.
(Prefazio Immacolata Concezione)

• Il dogma dell’Immacolata concezione è stato proclamato da Pio IX nel 1854. Tuttavia nelle comunità cristiane già dall’antichità, sulla base delle affermazioni dei Vangeli riguardanti Maria, era nata la tradizione che Dio l’aveva preservata dal peccato per un singolare privilegio.

• Anche qui il contenuto della lode viene letto in prospettiva cristologica ed ecclesiologica: ciò che è avvenuto in lei è l’anticipo della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte; in lei la chiesa "ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione e contempla con gioia, come in un’immagine purissima, ciò che essa desidera e spera di essere" (Sacrosanctum Concilium n. 103).