La vita é solo una questione di amore, da accogliere e da restituire

Il Signore ha tanti modi per amare le persone. Per il bene dell’uomo si serve di tutto, anche della stanchezza, della gracilità, dello stesso peccato. Con me è successo così. Oggi posso pregarlo: In tante ore della mia vita mi sono allontanato e mi sono restituito a te. Mi divincolavo tra le tue braccia e ne ero continuamente afferrato. Fuggivo da te e tu ti facevi più vicino, divina mancanza, presenza fatta del mio vuoto. Ogni ora mia era tua, le mie tenebre non riuscivano a nasconderti il mio volto. Sempre sei stato Signore di grazia. Potevo calpestare il tuo amore, ma mai ho potuto spegnerlo. Ti prego, ti riconosco, ti lodo in benedizione. La tua creatura ti benedice, o Dio!
Il vostro rispetto per la mia storia e per le mie gracilità, la vostra fiducia nelle mie risorse hanno risvegliato in me la speranza di vivermi in ordine. La vostra umanità, così semplice e così fedele, ha fatto germogliare dentro di me i semi della grazia, della verità. Ho cominciato a credere che la palude può diventare un campo di grano, che la pietraia può diventare un giardino, che l’uomo può partire da ogni suo momento, purché sia un momento reale guardato con gli occhi della verità, per toccare Dio e stringersi a Lui.
In me palpita la Sua vita. Il dono più prezioso che Lui mi ha fatto e che segna l’inizio del ritrovamento di me stesso è stata la consapevolezza di quanto sono stato amato da Lui e di quanto poco ho corrisposto.
Allora, quanto più grande poteva essere stata la mia "colpa" e la mia gracilità, tanto più grande è divenuto il bisogno di ricambiare l’amore e di chiederne a Lui la forza. Come potrò riamarti? Man mano che cresce il senso della mia miseria si dilata dentro me la certezza della sua fedeltà inaudita. È veramente divino un Dio così! Camminando sul mare delle mie immaturità Egli è venuto fino a me, è salito sulla mia barca, ogni giorno mi invita a cena. Sento che Lui cerca se stesso in me. Dentro la mia inquietudine sento palpitare la sua vita, il suo amore per me. La vita mi è rimasta dentro più di quanto io potessi estinguerla. Il "tesoro nascosto" ha sollevato le croste della mia terra, si è fatto scoprire da sé.
So bene che tutto è grazia ma richiede sforzo, tutto è dono ma va in qualche modo guadagnato. Tuttavia, se pensassi di aver meritato in qualche modo l’amore del Signore, certamente starei bestemmiando contro il vero Dio.

Ho incontrato la Sua bontà
Senza questo vostro aiuto non potrei vedere quello che vedo. E mi stupisco, perché quando nella mia vita non c’era più ragione di credere, allora ho avuto la possibilità di cominciare a vivere la pura fede; quando in me non c’era più ragione di sperare, si sono aperti i sentieri dell’autentica speranza! Quando sembravo finito è allora che ho cominciato a nascere. "Quando sono debole è allora che sono forte" (Paolo). Quando mi sono accorto dì essere povero e nudo irrimediabilmente ho cominciato a divenire ricco! Ho incontrato la Bontà che vede il volto buono anche nei cattivi, che - per assedio di Amore - sa risvegliare la fedeltà in chi non è fedele.
L’Amore non è amato! Prendo nelle mani tutto il mio passato perché sia fondamento e materia della mia risposta di amore.