«Ero sacerdote fino a 8 anni fa. Oggi non mi sento degno nemmeno di questo ricordo. Una crisi affettiva, violenta ed inaspettata, ha fatto irruzione nella mia vita e l’ha devastata. Mi sono innamorato, ho sposato civilmente una donna che presto ho reso madre. La vita che fioriva in lei mi ha fatto provare vertigini di felicità. Al sesto mese di gestazione, ho dovuto ricoverarla d’urgenza a seguito di un grave incidente. Mia moglie ed il frutto che portava in grembo sono tornati a casa, dichiarati in buona salute. Ancora una volta, vertigini di gioia, nella mia, nella nostra casa. Ma il dolore era alle porte. All’ottavo mese di gravidanza, per una trasfusione di sangue infetto, l’atroce scoperta: "tua moglie e tuo figlio sono sieropositivi".
Quello che temevo è accaduto, precipitosamente, tragicamente negli ultimi due anni. A quattro mesi è morto il bambino, dopo diciotto mesi è morta la madre ed in quel giorno sono morto anch’io. Mi sono ribellato a Dio. Non doveva trattarmi così. L’unico spiraglio di vita che mi è rimasto è la ribellione a Dio, alla quale mi aggrappo per poter sopravvivere al totale sfacelo anche se, ne sono consapevole, questo è già l’inferno.
Mi sono dato al bere, faccio il barbone in attesa di morire. Per poter mangiare un tozzo di pane ho dovuto fare di tutto, proprio di tutto. Ho vissuto come i pubblicani e le prostitute pur di racimolare pochi soldi. Con le lacrime agli occhi, ho lasciato che altri abusassero di me. In quei terribili momenti mi sono rivolto a Dio, per offrirgli tutta la mia umiliazione, l’immensa nostalgia di amore, il vuoto dello stomaco, la spossatezza del corpo. "Offro tutto a te per le vocazioni. Ti offro i miei peccati, necessari per vivere. Libera i miei fratelli da simile sciagura".
Anch’io sono diventato sieropositivo e sono in aids. La mia vita è minata alla radice. I miei giorni sono contati. Ancora un passo e sono al capolinea. Devo tornare dalla mia vecchia madre. Voglio vivere con lei il mio Venerdì Santo prima della Pasqua. Non mi vede da quasi tre anni, ma lei non mi ha dimenticato. Sento che mi aspetta, fedele e forte nel difendere questo suo figlio. Un giorno mi disse: tu non sei spretato, tu sei solo mio figlio ed io sono tua madre.
Sono venuto a chiederti i soldi per il viaggio. Questo è l’ultimo mio viaggio».