Vivo l’entusiasmo di una crescente autonomia gusto la gioia di una crescita luminosa. Sono contento.

Quarantadue anni: un’età invidiabile, per molti. Per me è l’età della crisi, l’età nella quale sento che devo arrivare ad essere ... quello che "sono". Comincio a misurare il tempo che mi è stato regalato (quello alle spalle è maggiore di quello che ho davanti!) e mi sorprendo a fare, talvolta di malavoglia e in modo frettoloso, alcuni bilanci importanti.
Maturità vera o apparente?
Innanzitutto sento con chiarezza che il mio problema sono io. Sto vivendo una fase di mutamenti interiori, di transizione, da un modo di essere che sento non reggere più ad un modo di essere che intuisco migliore per me, più rispondente alle mie aspirazioni profonde.
Non rinnego il passato, che rimane "mio", ma sento che sta concludendosi la mia crisi adolescenziale dove il centro di gravità erano ancora gli altri, con le loro attese e le mie dipendenze da loro. Sto cercando d’imparare a vivere come persona autonoma di fronte alla vita e gusto un nuovo equilibrio interiore, fatto di maggiore rispetto per me e per gli altri, di fronte ai quali mi sento vicino e libero.
Riconosco che sto vivendo il graduale passaggio da una maturità apparente a una maturità vera, da una solidità presunta ad una solidità reale. La mia vita affettiva non regge più a suon di repressioni: mi gusto libero e armonico, più sereno e spirituale nelle relazioni interpersonali che stanno finalmente diventando profonde, empatiche, trasparenti. Sto guarendo dal bisogno di competere con gli altri, di difendermi, mentre prende spazio in me una solidità semplice e autentica, basata sulla roccia e sulla voce della Vita che percepisco nelle mie profondità.

Rispondere ad una amorosa Presenza
Nella mia relazione con Dio, l’Assoluto amore, comincio a vivere un rapporto fondato sulla fedeltà e sul gusto di rispondere con amore a così grande amorosa Presenza. Precedentemente la mia solidità era fondata al di fuori di me, su dottrine e principi.
Ora si fonda su una Presenza interiore, familiare, fedele, rasserenante, che è sorgente di armonia. Su questo nuovo equilibrio si basa anche la qualità della mia donazione, dapprima interessata e ora, invece, gratuita e sapiente, umile e semplice.
Il passaggio a nuovi equilibri interiori che si stanno strutturando in me, ha comportato già molta fatica e una certa intima sofferenza. L’accettazione delle mie ombre e dei miei limiti ha comportato in me il sacrificio della mia immagine, costruita per tanti anni al di fuori di me. Il mio problema sono io, di persona adulta. Mi conforta però la sensazione che i mutamenti interiori che vivo hanno il sapore della vita piena.
Sono cosciente che l’equilibrio definitivo sarà frutto di uno sviluppo armonioso che, come un lievito, si dilata dal profondo di me. Per questo, ho tutte le intenzioni di mantenere in questa direzione il mio impegno.

Consapevolezze e cammini di libertà
Essere aiutato in questi passaggi verso la maturità e l’armonia è una grazia enorme. Poter contare su Amici solidi, anch’essi in cammino come me, che non sì meravigliano di nulla perché hanno fiducia nell’esito felice di questa mia traversata è, per me, fonte di coraggio, che mi spinge a vivere con impegno la mia attuale esperienza.
Sto acquistando la consapevolezza preziosa dei miei limiti. Alcune esperienze, circostanze, eventi hanno risvegliato in me una specie di rivoluzione interiore. La crisi della mia limitatezza ha svelato il paradosso della mia vita: non possiedo un controllo assoluto sulla mia vita. Finalmente vivo il gusto e il bisogno di revisione, la tendenza a interrogarmi e a confrontarmi.
Vivo un’occasione provvidenziale di cambiamento. Sta a me accettare o rifiutare la realtà e viverla positivamente. Ho deciso di affrontare lucidamente questo momento. Sto passando dal sopportarmi all’amarmi, dal vivere alla periferia di me al radicarmi nel meglio di me. Dalle mie ombre alla mia luminosità. Dalla divisione interiore all’unità. E, pur nella fatica, sono contento.