Sono passati diversi anni da quando ho incontrato in una chiesa una donna. Era inginocchiata davanti al tabernacolo, nella prima panchina, poteva avere massimo 50 anni, era immersa in preghiera. Anche se la messa era finita da tempo lei se ne stava ferma, in ginocchio, ogni tanto guardava il tabernacolo.
Vedendola ferma e in ginocchio, ho pensato che fosse successo qualcosa a lei o a qualcuno della sua famiglia. Ad un certo momento mi sono accorto che stavo pregando per lei, o per meglio dire, pregavo perché il Signore presente realmente nel tabernacolo esaudisse le sue preghiere, e se questa era la volontà di Dio, che la confortasse.
Dopo circa altri 15 minuti la donna si alzò per uscire e, non so come mai, mi avvicinai a lei e le dissi che mentre pregava sembrava di essere immersa in Dio. In più le chiesi se fosse successo qualcosa a lei o ai suoi cari.
Lei mi rispose con serietà : "Padre, Lei non è di qui (infatti ero entrato in quella chiesa perché ero in anticipo rispetto all’orario del mio treno) ma forse si è accorto che il nostro parroco (poteva avere massimo 60 anni) non sta bene, ha visto come ha celebrato la messa?". Io ho risposto "si, l’ho visto", ma non capivo un granché.
Lei continuava … : "Da più di 3 anni prego per il nostro parroco perché possa toccare Gesù". Non riuscivo a capirla e se non avessi visto come e per quanto tempo pregava in ginocchio, avrei potuto pensare che fosse una strana persona. Lei continuava a parlare e si vedeva che voleva bene a quel sacerdote. "Vede padre, io mi sono convertita presso un Santuario Mariano e da allora la mia vita è cambiata. Ho capito anche che ogni sacerdote è un dono di Dio per noi. Il nostro parroco non sta bene, non sta bene dentro. Io lo sento da come celebra la messa. La predica è complicata per noi e non tanto breve, dopo per non essere lungo va tanto veloce con le preghiere, più veloce del rosario cantilenato delle vecchiette, non si inginocchia durante la consacrazione, tutto, a parte la predica, è fatto con tanta fretta. Ogni giovedì espone il Santissimo in chiesa ma non si ferma mai a pregare con noi. Io prego Gesù perché il nostro parroco possa, come me, sentire Dio. Prego perché possa toccare Dio con il cuore quando Lo tiene nelle sue mani. Io prego per lui, io lo capisco, perché anch’io prima della mia conversione …" .

Nei primi momenti del suo racconto avrei voluto giustificare il parroco con stupide parole: forse aveva tanto da fare, o forse … ma vidi che questa donna non era scandalizzata minimamente, e da più di tre anni pregava per quel sacerdote … . Rimasi in silenzio. Quando lei finì il suo racconto, l’unica cosa che riuscii a dire fu "Continui per favore a pregare per noi sacerdoti. Gesù dal tabernacolo La ricompensi". Il suo racconto non era finito qui, tanti parlavano male di questo sacerdote nella sua parrocchia, io però l’incontro con quella donna lo porto come un tesoro dentro di me: Una donna (non era una bigotta) che ha toccato Gesù e pregava per un sacerdote perché anche lui potesse toccare Gesù più che con le sue mani, con il cuore. Per questo pregava da più di 3 anni.

Mi viene da pensare al brano del Vangelo. Una donna che soffriva continuamente di emorragie e per questo era considerata impura, nessun uomo infatti la poteva toccare secondo le prescrizioni ebraiche dell’epoca, né addirittura poteva toccare le cose da lei toccate. Questa donna, a differenza di altri personaggi del Vangelo, non può e nemmeno osa chiedere, ma "sente" dentro di sé che se riuscirà a toccare anche solo il lembo del mantello di Gesù verrà guarita.
Mi vengono in mente le immagini delle nostre chiese affollate nei giorni delle grandi feste. Tutti preghiamo, siamo così vicini a Gesù e poi torniamo a casa come se niente fosse successo, magari pensiamo anche di aver compiuto il nostro dovere, d’aver fatto un fioretto. Tutti abbiamo Gesù realmente presente durante ogni santa messa … andiamo a riceverlo nella santa comunione. Forse, lungo la nostra vita, abbiamo mangiato diversi chili di ostie consacrate come se fosse il pane normale, ma cosa è cambiato dentro di noi? Perché tra i tanti che si stringevano intorno a Gesù solo questa donna malata di emorragia ha ricevuto la grazia. Ella non osava nemmeno rivolgere una sola parola a Gesù, credeva, era sicura che le bastava toccare il lembo del suo mantello per essere esaudita. Dio non è geloso delle sue grazie, basta presentarsi con fede per essere esauditi, miracolati.

Dio non vuole far miracoli per convincere l’uomo a credere in Lui, rischierebbe così di essere adorato per la paura.
Il miracolo è la risposta da parte di Dio a chi crede. Con la fede di questa donna, considerata impura, si potrebbe non solo spostare le montagne, ma senza nessuna parola "strappare" a Dio le grazie che Lui vuole donarci.
La fede di questa donna ci umilia e non ci resta che ripetere davanti al tabernacolo "Signore, aumenta la nostra fede". Abbiamo Gesù così vicino, lo possiamo tenere fra le nostre mani durante la comunione ma finché Lo tocchiamo solo con le mani, finché diciamo le preghiere con le nostre labbra o con i soli sentimenti … .

Oh, donna miracolata ed esaudita senza dire una sola parola, donna di fede, prega per noi affinché anche noi possiamo avere la tua fede. Noi sacerdoti che Lo facciamo scendere dal cielo sul altare, noi che Lo riceviamo da anni nella santa comunione, noi che usiamo tante parole e così poca fede. Prega per noi, anche noi vogliamo come te toccare Gesù. Oh, donna di fede così grande, cosa si deve fare per avere la tua fede?
(Padre T., religioso 42 anni)