È forse questa la nascita dallo Spirito?
Vivo il presagio di una pienezza di serenità e di pace.

C’è voluta tanta pazienza da parte vostra e tanta buona volontà da parte mia, ma finalmente  posso dire: grazie al mio cammino, che dura da qualche anno, sento che sto diventando me stesso. Mi sento in pace. Felice in profondità, sereno, armonioso. Docile di fronte alla vita che mi abita dentro e che vuole irradiarsi in me e da me.

La mia sensibilità, la mia affettività erano cariche di condizionamenti interiori, di attese smodate, di bisogni tirannici. Ero incapace di vivere il meglio di me, il positivo, il vero. Le ferite del mio passato e i colpi duri dell’esistenza pesavano dentro la mia vita e mi impedivano di essere sereno.

Voi mi avete messo sulla strada giusta quando mi avete detto: prenditi cura di ciò che sei veramente, ama le tue ricchezze interiori e lascia che vivano nella loro pienezza. Sarà necessario guarire da non poche ferite del passato ma ben presto sentirai il sollievo che matura dal viversi in ordine interiore. Smetti di vivere come capita, in servitù ai tuoi bisogni interiori. Il risultato di questo finto vivere è il disordine, il caos.

Effettivamente tutta la mia vita si era organizzata spontaneamente attorno al fulcro della mia sensibilità malata e dei suoi bisogni. Non gravitava attorno e sulla roccia della mia coscienza profonda. Il mio anelito di coerenza e di armonia profonda rimaneva frustrato da mille futili compensazioni e da noiosi disorientamenti. Quanto disagio esistenziale, quanta fatica e noia dentro di me. E quanto desiderio di scoprire la mia vera identità, fedele alla vocazione scolpita nel mio intimo.

La mia vita di uomo sta ritrovando gusto e senso ora che vedo estendersi molte delle mie potenzialità, delle mie ricchezze interiori, alcune delle quali mi erano sconosciute.

Sono felice, nel sentire che sto diventando veramente me stesso. Sto come nascendo di nuovo. La vita in me prende la sua propria misura. E’ forse questa la nascita dallo Spirito divino annunciata da Gesù a Nicodemo? Un’esperienza di luce e di pace. Vivo il presagio di una pienezza possibile di serenità, di felicità. È forse l’esperienza della mia trascendenza? Della mia personale risurrezione? O della Sua risurrezione in me?

Questa fedeltà a me stesso mi guarisce dal mio male antico che è la svalutazione di me. La vita di tutti i giorni rimane quella di sempre, ma camminare in una famiglia dove tutti sono orientati nella stessa direzione e sono animati dalla stessa passione, cioè l’amore alla propria crescita in armonia, è senza dubbio il dono più grande che ho ricevuto da quando sono nato. I duri colpi della vita e le fatiche richieste dai miei bisogni sono, per me, un campo di lavoro assai impegnativo, tuttavia il sapermi in compagnia e il ritrovarmi più vero e più bello mi incoraggiano, mi sostengono, mi invogliano a proseguire.

Del resto, sinceramente, non saprei proprio dove trovare un altro itinerario di liberazione dalle ferite del mio passato e di affermazione di ciò che sono le mie profonde ricchezze.

All’origine della mia crisi c’era il fatto che ero una persona frammentata, divisa in se stessa. Oggi mi accorgo che sarà possibile vivere in pienezza la mia vocazione perché la mia persona comincia ad essere unificata attorno alla verità che è in me. Mi sento in cammino verso una pienezza di vita.
Ho la sensazione di esistere. Mi sono trovato. Mi scopro sempre più. Mi gusto sempre più. Bevo e mi disseto alla sorgente misteriosa che è dentro di me. E’ bella la mia persona!