"Ieri è partito per Castellammare di Stabia il Padre X".
Non trovo parole che spieghino le meraviglie di grazia gustate durante i sei giorni della sua permanenza tra noi clarisse.
Giunse con l'intenzione di trascorrere alcuni giorni di particolare raccoglimento e silenzio. Perciò credemmo bene lasciarlo completamente libero per un suo programma del tutto personale. Inaspettatamente, nel pomeriggio dell'undici febbraio, festa della Vergine di Lourdes, dopo una giornata di intensa preghiera (compresa la vigilia notturna) Padre X mi ha chiamata in parlatorio e mi ha detto: "quando celebriamo questa Messa?". Lontana dalla realtà che stava accadendo ho risposto: "quale Messa?".
"La mia Messa!". "Ma Padre, Lei scherza?". "No, non scherzo. Parlo della mia Messa".
Nessuno può immaginare cosa avvenne in quell'istante nel mio cuore. Di corsa andai ad annunciare alla comunità che, piena di stupore, stentava a credere alle mie parole. Le sorelle gioivano. Alcune piangevano per l'intensa commozione. Tutte avevano la sensazione di essere a Lourdes. Nel nostro Monastero si festeggia molto la Vergine di Lourdes e quel giorno era la nostra festa.
Alle ore 18 Padre X saliva all'altare.

Erano più di dieci anni che non celebrava !
Tutte abbiamo vissuto la presenza di Maria, un suo vero trionfo di amore.
Consentiteci di ringraziarvi tanto, soprattutto perché questo avvenimento ha arricchito la vita spirituale del nostro Monastero. Non lo dimenticheremo mai.
Quale incoraggiamento al nostro esserci rinchiuse corporalmente per amore della Chiesa!".
"Una volta ci erano meno note le difficoltà e sofferenze di tanti sacerdoti. Oggi, tramite voi, ci rendiamo profondamente conto delle gravi difficoltà in cui vengono spesso a trovarsi tanti cari fratelli sacerdoti. Questa conoscenza ci ha portato ad un amore più intenso e sentito per loro. La nostra preghiera si è fatta più viva e più sofferta presso Dio, per questi cari figli che Egli scelse un giorno".

Non pensavamo che potessero esistere dei sacerdoti addirittura accattoni.
"Questo ci ha arrecato tanta, tanta tristezza. Però nel contempo abbiamo gioito nel sentire che il nostro pregare è di aiuto e di conforto anche per loro".
"Le testimonianze e le notizie che ci inviate ci toccano profondamente. Vorremmo fare di più per i nostri fratelli sacerdoti in cerca di serenità, di luce, di Dio. Ognuna di noi, infatti, si sente legata a a voi da una stretta comunione di ideali, di affetto e di sofferenza".
"Sentiteci sorelle. Sappiate che spendiamo la nostra esistenza soprattutto per voi sacerdoti. Sentite di avere accanto a voi tante sorelle che desiderano ardentemente invocare l'aiuto del Signore e la sua fedeltà, a qualsiasi costo. Se fosse possibile noi vorremmo far nostra la sofferenza di ogni fratello sacerdote. Molte di noi offrono la vita per questo scopo".