Tante volte lungo il mio cammino di conversione ho urlato "maledetta libertà"! Sarebbe meglio non avere scelta per non avere la responsabilità morale o sociale.

Lungo il mio cammino (23 anni in convento) non ho avuto vita stabile e comoda.
Ringrazio il Signore per come mi ha guidato e dove mi ha portato. Tra varie comunità, in vari paesi: Polonia, Italia, Francia, Ciad, Repubblica Centroafricana, Austria, ora di nuovo in Italia.
Quante volte ho subito la mia liberta limitata da malattia, da leggi sociali, da usanze che trovavo ...! Ma se devo essere sincero, ringrazio Dio perché ho potuto camminare, non senza inciampare, ma sempre riprendendo il cammino.
Posso dire anche che ho pagato un prezzo per difendere la mia libertà interiore, per fare il dono della mia libertà. Sì, fare un dono.

Lungo il percorso della vita tutti siamo provati, tentati, ci si aprono nuovi punti di vista ... .
Nonostante la mia fragilità, ho provato e continuato a fare meglio con più convinzione, il dono della mia libertà al Signore, che si fa vicino in chi mi sta vicino.

Ho scelto di essere cristiano, frate, sacerdote, missionario e la mia decisione in questa sequela, tante volte, è stata messa a dura prova, ma grazie a tutte queste prove la mia intenzione si è purificata, la volontà rafforzata.
Attraverso gli sbagli ho imparato un po' di umiltà e anche se ho ancora tanto da imparare e sempre ne avrò, sono felice che ho potuto con i miei voti solenni (quando sono entrato in convento avevo 21 anni e i voti solenni li ho fatti 5 anni dopo) vivere la mia vita, fare di questa mia vita un dono a Dio.

Sì, era e continua ad essere una scelta libera quella di fare dono della mia vita, della mia libertà al Signore.
Non sempre è stato facile ma, curando la mia relazione con Dio, scoprendo il suo amore, vivendo la vita di preghiera ... ho visto e vedo che, dando al Signore quello che da Lui ho ricevuto, non perdo niente.
Ho ben presenti i momenti quando mi costava fare la Sua e non la mia volontà, ma seguendo la Sua volontà, ora sento quanto sono diventato libero dentro.

Non ho mai criticato chi ha lasciato una congregazione religiosa, anzi, quando ho potuto, ho aiutato a riprendere la vita laicale. Ho delle belle relazioni con ex frati ed ex suore.
Siamo liberi di decidere se fare la suora o il frate … sposarsi o non sposarsi. Liberi sì, ma liberi e responsabili.
Se uno si sposa deve essere responsabile per chi ha sposato, per i figli che sono nati.
Chi entra in convento sa che è per sempre, perché Gesù stesso dice che la sua sequela è come tenere l'aratro senza voltarsi in dietro. Non ho mai, neanche minimamente, giudicato chi dopo tanti anni ha lasciato l'ordine religioso. Chissà dove sarei ora se non ci fosse sempre il Signore a starmi vicino !

Dopo anni di vita in convento vedo che la mia libertà si realizza pienamente e in particolare nei momenti in cui diventa un dono, un gioioso dono al Signore. Non lo dico come una bella predica ma come un credente che ha fatto una serie di esperienze di vita, come un uomo di fede che ha attraversato delle crisi, delle gioie e che doveva prendere serie decisioni ed essere responsabile delle proprie scelte. Il mio Ordine religioso mi ha aiutato in questo cammino.

Mi sono chiesto: perché il Creatore non ci ha tolto la libertà dopo il peccato, che è il rifiuto di Dio? Penso che il Creatore si sente responsabile per il suo creato e per gli uomini, lo si vede sulla croce. Questo amore di Dio verso l'uomo è per sempre! Fino all'ultimo momento della vita dell'uomo e oltre.
Il nostro eterno essere con Dio o senza Dio dipende da noi. Alla fine della nostra vita Dio solo confermerà la nostra scelta decisiva e libera che avrà delle eterne conseguenze.

Sto solo condividendo con voi la mia scoperta: ho scoperto che Dio mi ama con un amore totale, rispettando la mia libertà, per sempre, e sto provando giorno dopo giorno, cadendo e alzandomi, a fare quello che Lui fa con me, amarLo con amore "per sempre", donando a Lui la mia libertà.

Padre T.P. vostro fratello in cammino